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Porto di CendonCendon di Silea, Silea (Tv), 2001

Il progetto per la riqualificazione architettonico/ambientale del Centro Storico di Cendon, attualmente in fase di realizzazione per stralci, è il risultato di un Concorso di idee indetto dall’Amministrazione Comunale di Silea (Treviso) nel 1997.
Il concorso nasce dalla volontà dell’Amministrazione di ridare unità e riconoscibilità al paese attraverso una definizione architettonica dell’area che ne valorizzi le presenze storiche e paesaggistiche.
Le esigenze espresse dall’Amministrazione chiedono quindi di ridefinire il rapporto tra l’abitato e il fiume (prevedendo il ripristino del vecchio “passo a barca”), di ridisegnare gli spazi aperti di sosta e di circolazione, di riqualificare il sagrato della chiesa, di individuare un’area da destinare a parcheggio.
Il luogo è costituito da un piccolo nucleo urbano storico nel quale i segni costitutivi si sono modificati, hanno perso evidenza. L’insediamento urbano della frazione si è sviluppato, in tempi recenti, quasi interamente a nord della strada provinciale, lasciando il vecchio centro con la chiesa, in posizione quasi isolata vicino al fiume col quale però ha perso contatto.

Il progetto recupera l’antico protendersi del nucleo storico verso il fiume. L’obiettivo primario è la ricomposizione dell’area esaltando le risorse del sito, interpretando il paesaggio come spazio pubblico e impiegando strumenti che appartengono alla sensibilità della cultura ambientale.
Attraverso l’uso di un linguaggio che nasce dall’analisi di una serie di segni, materiali, strutture, texture già presenti in loco, si é attuata una ricomposizione dello spazio libero e interstiziale senza l’aggiunta di alcun volume architettonico costruito.

La riconnessione tra il tessuto urbano e lo spazio aperto è avvenuta instaurando un nuovo dialogo tra il fiume e l’abitato. E’ stato riaperto il rapporto tra la via d’acqua e il centro storico disegnando lo spazio che li separa, suggerendo modi d’uso e di percezione diretti, collegando i percorsi e riannodando le funzioni.
L’area si ridefinisce attraverso il nuovo limite urbano a nord costituito dalla struttura verde che ospita il parcheggio. Qui organizzando la struttura della vegetazione, nella duplice funzione di confine fisico e visivo, abbiamo individuato gli spazi di sosta e di circolazione delle auto. La vegetazione è articolata nella composizione di alberature disposte liberamente a formare un frutteto monospecifico e nella disposizione di masse arbustive che “contengono” il parcheggio.

Nell’altro limite, verso l’acqua, si è operata una sorta di destrutturazione degli elementi e degli spazi per riproporli sulla base di alcune considerazioni:
1. Differenziazione dei rapporti tra fruitore e fiume
attuata attraverso diversi livelli di percezione. La lunga banchina posta ad un’altezza di circa 50 – 60 cm. dal livello dell’acqua “facilita” una percezione diretta del fiume (visuali corte) e una fruizione più agevole per l’approdo delle piccole imbarcazioni. Le “piastre” permettono visuali più lunghe verso l’asse fluviale in relazione alle manifestazioni che si svolgono sull’acqua.
2. Necessità, anche rispetto agli spazi arretrati, di ripristinare un legame con l’asse fluviale.
Le “piastre” costituiscono un consequenziale collegamento con le aree retrostanti. La piazzetta di fronte al centro sociale, il sagrato della chiesa, lo spazio verde per manifestazioni sono state integrate in un nuovo sistema che ha una naturale continuazione, collegamento con gli spazi che si protendono verso il Sile. E’ stato evidenziato il collegamento tra l’accesso laterale alla chiesa e il fiume.
3. Uso di materiali grezzi.
L’impiego dei materiali che compongono il progetto recupera le qualità grezze della materia: l’acciaio cor-ten, il legno, la pietra. Sono stati usati senza trattamenti per predisporli ad una naturale integrazione con il luogo.

Crediti
Cendon di Silea, Silea (Tv), 2001
Committente: Comune di Silea
Progetto: Made associati _ Michela De Poli e Adriano Marangon
Area: 8.000 mq
Costi: € 1.200.000,00 realizzazione per stralci
Foto: Adriano Marangon, Michela De Poli, Corrado Piccoli, Anna Lovisetto

Premi
Premio Città di Architettura Città di Oderzo 2003 – 7° edizione
Menzione Speciale – Medaglia d’Argento al Premio Europeo di Architettura “L. Cosenza” 2004
Premio Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Capocchin” – edizione 2005, Opera segnalata

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