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Miglioramento fruizione della zona frana del VajontErto e Casso (Pn), 2007

L’area oggetto di concorso rappresenta un sito eccezionale in cui la morfologia, la composizione vegetale, contribuiscono a sottolineare la sacralità di luogo della memoria in cui l’uomo deve essere muto spettatore e fruitore. I criteri progettuali nascono dall’osservazione della complessità del paesaggio esistente e vogliono contribuire a costruire un nuovo “equilibrio” nell’area (uomo-ambiente) ora alterato nel momento in cui l’uso degli spazi è sottoposto a sensibile afflusso di persone. Il progetto vuole organizzare la mobilità, la fruizione e la permanenza delle persone partendo dalle qualità del sito e orientandone la presenza all’osservazione e alla frequentazione consapevole.

La filosofia generale del progetto è stata orientata a ridurre al minimo gli interventi. Il progetto si inserisce nel territorio attraverso 4 interventi puntuali connessi tra loro da un sistema di percorsi e relazioni. Gli “oggetti”, le architetture, ritmano l’andamento dei percorsi, costituendo dei punti base in cui trovano collocazione le funzioni richieste dall’amministrazione (il punto informativo, i servizi igienici, punto soccorso, ecc.). La loro localizzazione è stata studiata in relazione alle principali viste sia alla dimensione territoriale (per comprendere come si organizza il sistema montuoso) che alla dimensione puntuale (per ricostruire visivamente il luogo del disastro e quindi cogliendo la linea di distacco della montagna, la frana, la diga, il paese). La loro conformazione nasce dal sito ma vi si allontana per forma e materiali.

I nuovi interventi sono trattati come oggetti riconoscibili appoggiati al suolo esistente, senza quasi toccarlo. Questa condizione, sottolineata dall’uso dei materiali, rende evidente la loro connotazione di oggetti aggiunti ed è applicata sia ai piccoli volumi (il padiglione accoglienza e il punto panoramico n°3) che agli oggetti parcheggio. Questi ultimi sono costruiti in un tutt’uno con i piccoli volumi che ospitano i servizi e le informazioni. Sono oggetti dalle forme semplici che orientano e danno nuova regola agli spazi per i visitatori. Per dare risposta alla richiesta di parcheggi si è scelto di non costruire contenitori fissi e interrati. Si considera non necessario l’introduzione di manufatti architettonici che rimandano a situazioni urbane dense. Questa scelta consente altresì di avere un risparmio economico sull’intervento e quindi di operare a favore della fattibilità. Gli oggetti sono costituiti da: 1. Punto panoramico di accoglienza visitatori 2. Punto attrezzato con parcheggio P1 3. Punto panoramico 4. Punto attrezzato con parcheggio P2 La distribuzione dell’itinerario di frequentazione nasce dalla volontà di costruire dei punti di osservazione “speciali” in grado di restituire la complessità del sistema morfologico e dimensionale (il confronto con la montagna e la vista in lontananza del paese di Longarone). Per questo sono stati previsti due tipi di itinerari. Itinerario 1. Percorso ciclopedonale principale Itinerario 2. Ambito pedonale panoramico sulla frana

Glauco Gresleri commenta il progetto per il Vajont.
27 settembre 2007 _ Palazzo Bomben
(video gentilmente concesso da Fondazione Benetton Studi Ricerche)
Crediti
Erto e Casso (Pn), 2007
Committente: Comune di Erto e Casso
Progetto di concorso: Made associati _ Michela De Poli e Adriano Marangon
Progetto 1° Classificato

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